Ogni anno si torna sempre lì: la pastiera della tradizione, quella che profuma di casa e di famiglia. Beh, questa versione riesce davvero a fare la differenza.
Il motivo è semplice: aggiunge una cremosità in più senza appesantire, rendendo ogni fetta più morbida e piacevole. Non stravolge la ricetta classica, ma la migliora in modo intelligente.
Il risultato è un dolce più equilibrato, profumato e irresistibile. Dopo averla provata così, tornare indietro diventa difficile.
La particolarità sta nell’unione di più preparazioni, tutte fondamentali. C’è la base friabile, il ripieno ricco e un tocco extra che lega tutto. Nulla è lasciato al caso, ma ogni passaggio resta semplice e alla portata di tutti.
Ingredienti per due pastiere (una da 32 cm e una da 20-22 cm)
Per la pasta frolla:
Per la crema di grano:
Per la crema di ricotta:
Per la crema pasticcera:
La prima cosa da fare è organizzarsi con i tempi. Il giorno prima si preparano più elementi. La frolla, ad esempio, si lavora con burro morbido, zucchero e aromi, poi si uniscono le uova e infine la farina. Riposa tutta la notte in frigo: è questo il trucco per una base perfetta.
Sempre in anticipo si sistema la ricotta. Va fatta sgocciolare bene, poi setacciata e mescolata con lo zucchero fino a ottenere una crema liscia. Anche qui il riposo è importante, perché il sapore cambia e migliora. Nello stesso momento si prepara anche il grano. Si mette in un tegame con latte, burro e bucce di agrumi e si lascia cuocere piano finché non diventa denso e cremoso. Il profumo che si sprigiona è già quello della pastiera finita. A parte si realizza una crema pasticcera leggera, con pochi tuorli ma molto gusto. Si scalda il latte con il limone, si unisce al composto di uova e zucchero e si riporta sul fuoco finché si addensa. Poi si lascia raffreddare completamente.
Il giorno dopo arriva il momento più atteso. Tutte le creme si uniscono in una ciotola, insieme alle uova, alla cannella e al fior d’arancio. Si mescola con calma, senza fretta. Intanto la frolla si stende e si sistema nello stampo, creando il classico guscio. Il ripieno viene versato senza arrivare al bordo, perché in cottura cresce. Sopra si sistemano le classiche strisce incrociate, simbolo della pastiera napoletana.
La cottura è lenta: prima forno statico, poi ventilato. Se serve, si copre la superficie per evitare che scurisca troppo. Il vero segreto però arriva dopo: la pastiera deve riposare almeno una notte. Solo così diventa perfetta. Ed è proprio lì che succede qualcosa. Al primo assaggio si capisce subito: questa versione ha davvero una marcia in più.
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