Da: Sandro Distefano
A: <babbidamotta.it@libero.it>
Oggetto: SANDRO DISTEFANO PER ANTONUCCI
Data: martedì 25 marzo 2003 19.02
Caro Antonucci,
una cosa è certa: tu, Mottese non sei! Questo non è
grave, poiché nessuno sceglie le
proprie origini,
ma ciò che indigna è che tu,
probabilmente “ospite” di
una comunità piena di mille difetti
e contraddizioni,
lanci accuse di arroganza ad un
popolo (quello
Mottese),che
da sempre ha fatto dell’umiltà e
dell’ospitalità un Suo preciso
dovere civico.
Le tue valutazioni,assolutamente
ridicole, offendono
non tanto per la loro
sostanza(inesistente!)
Ma per il modo con cui vengono
dette;nascondi un odio
ed una aridità d’animo e di
pensiero che fanno
rabbrividire.
Sappi che non ci sarebbe nessuna offesa
ad essere
figli di pecorai,lavoro duro ed
umile ma non per
questo non dignitoso o non
meritevole di rispetto;
purtroppo per te non abbiamo queste
tradizioni;
piuttosto quelle di aver sfamato
con la nostra
ospitalità molti sfollati da tutta
la provincia
durante il II° conflitto mondiale.
Ciò che gli americani hanno portato a Motta
ha
sicuramente elevato il livello
economico medio per il
quale è stato ,comunque, pagato un
prezzo in termini
sociali ( droga , alcool , malvivenza).
Chi si è arricchito non è il Mottese,
che per sua
natura si accontenta, ma alcuni
“sfollati” o
“ospiti”,proprio come te, che
sicuramente hanno saputo
trovare linfa per i loro
investimenti leciti o non.
Se ai tuoi figli insegnerai che la “politica” non li
riguarda e che bisogna sempre
delegare gli altri,
posso assicurarti che non sarai un
buon padre.
Un famoso cantautore,recentemente
scomparso,diceva che
“LA LIBERTA’ E’ PARTECIPAZIONE”.
Ritengo , infine assolutamente incommentabili i tuoi
giudizi sulla tragedia attualmente in corso
Sandro Distefano