Da: "Antonio Giovanni Pesce"
A: <babbidamotta.it@videobank.it>
Oggetto: Un sindaco un po'..... SFIGATO!
Data: sabato 20 ottobre 2001 10.23


Qualcosa pende sul capo dei mottesi…. La spada di Damocle, a Motta, si chiama la "iettatura della sventura"….. sventura, sfortuna…. i più la chiamano casualità, altri… i soliti dietrologi della piazza, ipotizzano scenari di ALTA POLITICA….. in realtà, nulla di tutto questo è vero, e il modernista cittadino mottese, che per usi e costumi crede di vivere nella Francia libertina del XVIII secolo…. libertina nel senso culturale e filosofico del termine, beninteso.. oh, no! non mi permetterei mai di pensare ad altro….. dovrà farsene una ragione: se per ben sei volte in due anni di amministrazione Tinnirello l'acqua è venuta a mancare, ciò non è imputabile alla incompetenza dei nuovi amministratori, né sono realistiche ipotesi politico-economiche di alcun tipo…. È SOLO SFORTUNA!
Sfortuna, nient'altro che sfortuna. Accanitasi negli ultimi anni contro il nostro primo cittadino, e i suoi valenti collaboratori, non per questo ha dimenticato di far assaggiare la sua ira funesta a noi, che ben poco siamo: ripercussioni per i luoghi pubblici, come le scuole; ripercussioni per gli esercizi commerciali; ripercussioni per qualsiasi famiglia, la quale tenga alla pulizia.
Ripercussioni, però, che sono state anche un grande bene, ed è forse questo che i nostri paladini dell'amministrazione hanno capito per primi. Ditemi: cosa c'è di più bello per dei ragazzi che interrompere le lezioni, onde evitare di prendere il tifo nei bagni? E non è forse vero, che la troppa pulizia indebolisce il sistema immunitario, che non può, in assenza di batteri, "esercitarsi" e "fare palestra"? E ancora, che può mai essere un giorno lavorativo, in un paese, come il nostro, centro nevralgico di imponenti scambi commerciali?
A tutt'oggi non sappiamo il motivo dell'ultima interruzione dell'erogazione dell'acqua (
17 ottobre 2001), dal momento che, è notorio, il sindaco non ama le parole, ma…. I FATTI (compiuti?!?), tuttavia la sfortuna che ci perseguita non sarà mai un danno, per quei pochi mottesi che, a Motta, oltre che dormirci, ci vivono, e preferirebbero farlo bene: noi dobbiamo stare zitti, tacere…. chiedere fatti, e non spiegazioni…. contro la sfortuna, contro tutti i mali possibili, lassù, al comune, abbiamo degli uomini sempre pronti a stupirci…. con effetti eccezionali!
Antonio Giovanni Pesce

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