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Da: SIMONE Inviato: martedì 3 luglio 2001 23.15 A: babbidamotta.it@videobank.it Oggetto: IL VERO AMORE
IL VERO AMORE
Tutti noi desideriamo amare ed essere amati. Magari desideriamo aiutare coloro che sono in difficoltà, desiderando dare il nostro amore e alleviare le sofferenze altrui. Spesso scopriamo però che l'oggetto a cui doniamo questo nostro amore, gente bisognosa, malati, disadattati, ex carcerati,tossici, non riesce a rivivere come avremmo voluto noi, quindi può capitare che quell'amore che ci ha spinti ad agire, rischia di vacillare. I motivi che addiciamo a questa nostra crisi possono essere: è un tipo difficile, è bugiardo, è sporco e non si abbandona, anzi preferisce rimanere così come è anziché cambiare, quindi è meglio lasciarlo andare…. Tutto a posto quindi. La nostra coscienza è quietata e possiamo ancora continuare a spacciarci per "buoni". E' proprio così. Sino a quando l'amore che diamo gonfia il nostro ego e rispecchia i nostri canoni è tutto bello e pulito, appena però troviamo qualche difficoltà, tipo quelle citate, lasciamo andare tutto. E' troppo facile dare senza toglierci niente di nostro. E' troppo facile amare quando la situazione è semplice e gratificante. Vi chiederete perché abbiamo scritto tutto ciò e quale ne sia il senso: da parecchi mesi frequentiamo un ragazzo di Motta che sicuramente tutti conoscerete, Giuseppe Caruso, un giovane che da quattro mesi, tre trascorsi su un letto in ospedale, vive da recluso a casa perché non riesce a camminare per una grave ferita al ginocchio e un avanzato stato cancrenoso al tallone sinistro. Ha bisogno quindi di un fisioterapista per la riabilitazione. Non ha amici e da sempre è vissuto in un mondo tutto suo, molto colorito e a volte fatto di stranezze. Non cerca nessuno, però vorrebbe dialogare con qualcuno. Vive nella sua stanza sempre chiusa e resa irrespirabile dal fumo delle sigarette. La finestra non vuole aprirla perché è come una porta che da sul mondo con il quale non vuole avere contatti. " Ormai, dice, è finita…..non vedo più le stelle…..solo buio e solitudine…..nessuno mi cerca perché non esisto……questa casa non è mia e non la riconosco più….." Più volte gli abbiamo ribadito di avere più cura del proprio corpo, ma inutilmente, perché continua a fare di testa sua. Alla luce di questa realtà sommersa da questi problemi che non rispecchiano ciò che ci si era immaginato, l'amore, che inizialmente volevamo dare, rischia veramente di finire se non tentiamo di guardare oltre. Di guardare Pippo negli occhi, quegli occhi azzurri e tristi che cercano un aiuto e che gridano dal profondo del cuore "TU MI DEVI AMARE PER QUELLO CHE IO SONO, NON PER QUELLO CHE TU VORRESTI CHE IO SIA". Questa richiesta d'aiuto l'abbiamo percepita dagli occhi di Pippo e abbiamo compreso che il vero amore deve comprendere anche le persone difficili. Dobbiamo mettere in conto che la gente che vogliamo aiutare potrebbe non rientrare nei nostri canoni, ma non per questo dobbiamo, alla prima avversione, esimerci dal farlo. La solitudine è brutta quando non è una scelta, e Pippo non ha scelto la solitudine. Egli crede che nessuno lo ami, e crede di essere solo…. Ecco perché la finestra della sua stanza rimane sempre chiusa. Lui non chiede. Noi chiediamo per lui amicizia, compagnia, comprensione soprattutto amore. Chi può si autoresponsabilizzi cercando di andarlo a trovare per fargli ritornare la fiducia nella vita e in se stesso.
Due suoi amici
SIMONE E NUCCIO
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