Da: Antonio
Inviato: sabato 16 aprile 2005 0.11
A: babbidamotta.it@tiscalinet.it
Oggetto: SI COMINCIA SEMPRE SCHERZANDO.........

    A volte le cose migliori sono quelle non organizzate prima.
Questo è un vecchio tormentone che sentiamo ripetere e ripetiano a nostra volta quando vogliamo nascondere la nostra incapacità ad organizzare e programmare il futuro per noi e per le nostra " tribù ".
   Io invece sono dell' idea che le cose migliori sono quelle che nascono senza la presunzione di essere " grandiose, importanti, perfette........ eterne ", ecco perchè ho voluto iniziare con " SI COMINCIA SEMPRE SCHERZANDO ".
  Non conosco gli ideatori di questo sito, non mi interessa conoscerli, perchè potrebbe un elemento di freno alla libera esposizione dei propri punti di vista, e fin dall'apertura del sito ho apprezzato  l'approccio goliardico, ironico ed allo stesso tempo serio alle problematiche che affliggono Motta e tutta la collettività dei Babbidamotta, ho apprezzato la voglia di essere o di diventare un amplificatore di quella maggioranza silenziosa che ha sempre accettato quello che passava il convento, ho apprezzato lo spirito e l'amore che traspare da ogni riga o da ogni storiella, verso la nostra cittadina ed i suoi abitanti.
  La nostra collettività è formata da americani, da mottesi e da Babbidamotta; i primi sono in transito, i secondi sono residenti, gli ultimi sono aggrappati alla rocca basaltica a prescindere da qualsiasi parte del pianeta abitino.
  L'essere Babbodamotta non è un'indicazione di nascita, ma l'appartenenza ad un ceppo, ad una cultura. Molti sono mottesi ( e forse anche dei buoni mottesi ) ma per essere Babbidamotta bisogna avere scalato la rocca, bisogna aver fatto il bagno alla " Finaita ", bisogna essersi persi almeno una volta nella vita ai Sieli, bisogna aver fatto mattina a gridare per il proprio Rione, bisogna aver vissuto la tristezza allegra del Prof. Puglisi, bisogna aver assistito piangendo al degrado ed alla distruzione del territorio. 
  SI COMINCIA SEMPRE SCHERZANZO..... eppure questo può e deve essere il modo per far parlare chi non parla e fare agire chi non agisce; in questa piazza Umberto virtuale è possibile mettere in bella mostra le speranze, i desideri, le aspirazioni dei Babbidamotta, così come è possibile mettere a nudo le magagne, le carenze le incapacità di chi Babbodamotta non è.
    Grazie ragazzi, in bocca al lupo e buon lavoro,


                                                                               Antonio Marino

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