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Il borgo medievale
Un intreccio di viuzze dal tipico aspetto medievale caratterizzano l'area urbana attorno al castello e alle chiese Madre e dell'Immacolata. Si tratta del borgo medievale di Motta. Il significato originario del termine borgo è di luogo fortificato. La parola è propria dei popoli germanici e i romani la utilizzarono, latinizzandola, per indicare la torre del sistema difensivo contro i barbari. In Germania e nella Francia del nord, dove il nome romano di civitas era meno radicato fu indicato come burgus la città. Buger e borgeois si chiamò il cittadino. Il borgo era circoscritto dalla cinta muraria bizantino-normanna che lo rendeva inespugnabile. Alcune tracce della cinta muraria merlata sono ancora visibili alle spalle della chiesa Madre e del castello sulla parte nord-est della rocca. La cinta muraria era accessibile attraverso una porta situata sul lato ovest che immetteva nello slargo chiamato Piazza delle Porte. La piazza racchiudeva un'importanza strategica. Si trattava, infatti, dell'ultimo luogo raggiungibile dai viandanti (amici o nemici) prima che questi potessero entrare nel cuore del sito, delimitato da un arco a tutto sesto costruito in blocchi di pietra bianca e nera. L'arco delimitava anche la cinta muraria normanna. L'intera area retrostante quest'arco era circoscritta da due archi simili. L'esistenza di un'altra porta che consentiva l'accesso al borgo è documentata dalla presenza di uno stipite ancora oggi visibile all'inizio di via Sotto Le Porte. Aggirandosi per le viuzze del borgo si può oggi riscoprire ancora l'atmosfera di un tempo. Molte abitazioni conservano la stessa struttura architettonica e sono tanti i particolari che riconducono ad un passato assai remoto. Nella parte sottostante il castello si entra in contatto con l'imponente mole basaltica sulla quale è stato edificato il torrione. Le mura dell'edificio svettano verso il cielo quasi a simboleggiarne l'imponenza. L'intreccio di stradine che attorniano la rupe confluisce nello spazio antistante il castello, dal quale lo sguardo spazia verso i campi della Piana di Catania, a sud, o verso l'Etna, a nord.
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