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Luciano Giuffrida, nacque a Motta S. Anastasia (CT) il 2 Gennaio
1914 figlio di Antonino e di Nicotra Domenica.
Passò la sua infanzia in un periodo di difficoltà economica infatti nacque
all’inizio della Prima Grande Guerra (la Guerra Mondiale) che portò la morte
di molte vite umane e che lasciò il segno tra i sopravvissuti.
Luciano Giuffrida si prodigò nelle più diverse attività lavorative per dare un
aiuto alla sua famiglia. Lavorò in campagna, aprì una sala da barba, fu
ciabattino. Contemporaneamente si applicò nelle arti della pittura e della
musica.
Suonò nella Banda di Motta (in quei tempi era molto attiva e conosciuta in
tutta la provincia di Catania) e i suoi strumenti furono: la tromba, il basso,
il clarino, il corno, il tamburo.
Con molta facilità passava da uno strumento ad un altro a secondo dalle
esigenze della banda, usando le sue capacità d’improvvisazione, il suo
orecchio musicale e le sue conoscenze di teoria musicale.
Lavorando nel salone riempiva il tempo libero suonando la chitarra e il
mandolino, suo strumento preferito. Questi strumenti erano usati
principalmente per fare le “serenate”. A richiesta era indicato un luogo
presso cui suonare delle canzoni d’amore alla propria innamorata e Giuffrida
con i suoi amici con al seguito di tamburo, fisarmonica, chitarra e mandolino
si presentavano sotto il balcone della ragazza (o degli sposi) e, dopo
l’imbrunire, suonavano delle canzonette melodiose. Usualmente erano accolti
bene anche perché questa era un’usanza di quel tempo (1935-55) altre volte
erano cacciati anche a fucilate da qualche padre troppo geloso (in contrada S.
Lucia).
Giuffrida partecipava attivamente alle attività della comunità mottese e alle
funzioni religiose e per questo suo attivismo e per la sua semplicità era ben
voluto da tutti.
Agli inizi degli anni ’30 si sposò con Santangelo Antonina. Ebbe due figli:
Antonino e Domenica.
Dal 1938 lavorò per un breve periodo come impiegato comunale e dal 1941 fu
assunto presso le Poste e Telecomunicazioni di Catania. Svolse il mestiere di
portalettere per oltre 27 anni, fino al 1968 anno in cui fu mandato in
pensione.
La sua passione per la poesia, senza ogni dubbio, covava dentro la sua anima,
come l’amore per le arti in genere, e un giorno, siamo verso il 1960, questo
seme germogliò e incominciò la produzione poetica.
La sua prima opera fu “Roccia Chiesa e Casteddu”, seguirono “Cusì ssia”, “Vuci
intimi”, “Fidi e Puisia”, “Un po’ di tutto” e “Sprazzi di sintimentu” ultima
opera del 1970.
In questo decennio partecipò a diversi raduni letterari presso cui fu
regolarmente invitato e apprezzato.
Le sue opere esprimono un insieme di amore per la vita, verso il prossimo,
amore per il proprio paese e per la propria famiglia.
In primo piano su tutto sta la fede in Dio e nell’insegnamento di Gesù. La
religiosità vissuta personalmente nei suoi rapporti con il suo prossimo. Il
segreto per vivere bene e tranquilli è stare in armonia con se stessi, con il
prossimo, con Gesù, con la propria famiglia. Essere sempre onesti con se
stessi e con gli altri.
Luciano Giuffrida morì nel 1991.
Gli attuali abitanti di Motta S.Anastasia hanno in parte dimenticato Luciano
Giuffrida ma le sue poesie sono ancora vive ed attuali.
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