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Giufà e l'uomo asino
Un giorno Giufà comprò un asino al mercato e lo legò con una corda. Poi si avviò verso casa tirandosi dietro l'animale. Strada facendo Giufà non si accorse che due ladri lo avevano seguito. A un certo punto un lestofante, dopo aver sciolto la corda dal collo dell'asino, se l'era legata intorno al proprio, mentre il suo compare era fuggito con la bestia. Quando Giufà si voltò e, con grande stupore, vide che al posto dell'asino c'era un uomo, gli chiese: - Dov'è l'asino? L'uomo rispose: - Sono io! - Ma com'è possibile?! - esclamò Giufà. - È possibile. Un giorno avevo disobbedito a mia madre e lei chiese al Signore di tramutarmi in asino. La mattina dopo quando mi svegliai ero ormai diventato un asino! Poi mia madre mi vendette al mercato, dove mi comprò quell'uomo che oggi mi ha venduto a te! Ora, grazie a Dio, mia madre mi ha perdonato e così sono tornato a essere un uomo! A queste parole Giufà disse: - Soltanto Dio è forte e possente! Tu sei un uomo, come potrai essermi utile? Va', va' per la tua strada! E mentre slegava la corda aggiunse: - Guai a te se farai arrabbiare un'altra volta tua madre! E che Dio mi ricompensi con il suo bene! La settimana dopo Giufà tornò al mercato per comprare un asino e trovò lo stesso animale che aveva acquistato sette giorni addietro. Si accostò e gli sussurò all'orecchio: - Ah, monellaccio. Hai nuovamente disobbedito a tua madre! Non ti avevo raccomandato di non farla arrabbiare? Ti meriti proprio di essere quello che sei!
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